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XMAS BALL 2nd Red by DIPI

COD: 033/XMASB/PR/R

XMAS BALL 2nd Red
by DIPI
Palla di Natale con lavorazione a murrina "primavera".
(Approx. ∅ 10- 12 cm).

Marchio di origine

n. 033

Lievi differenze sul colore sono tipiche di una lavorazione artigianale e ne costituiscono un pregio
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Prezzo Speciale: € 54,00

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XMAS BALL: THE SECOND

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La murrina si veste dei colori e delle forme del Natale: prende così vita la collezione di palle di Natale interamente in vetro soffiato di Murano della vetreria artistica DiPi, singolarmente firmate dal maestro Imperio Rossi.

La prima cosa da tenere in considerazione osservando queste palle di Natale è che sono fatte interamente a mano, soffiate e modellate senza l'utilizzo di nessuno stampo. La collezione si compone di tre serie di sfere caratterizzate da quattro diverse lavorazioni: murrina a rilievo, in pasta e con foglia d'oro.

La seconda serie, disponibile in formato standard o nella versione maxi, è caratterizzata da una lavorazione a murrine in pasta, chiamata in fornace "primavera", in cui le murrine sono fuse all'interno di vetro cristallo e alternate a dei frammenti di pasta di vetro, creando un vero e proprio mosaico.

Osservandolo si percepisce come il vetro si sia dilatato al soffio: osservandole rischiarate da una luce (naturale o artificiale) l'effetto incredibile. Queste palle di Natale esistono nelle varianti con pasta blu, rossa, gialla e arancio.

DIPI Sas Vetreria Artigiana 
di Sara Rossi


Il fulcro della vetreria DiPi di Murano è il maestro Imperio Rossi. Nato a Murano nel 1951, inizia a lavorare a soli 13 anni, a fianco del padre e dopo un lungo apprendistato all'interno delle più note fornaci muranesi, diviene maestro egli stesso.

Dal 1986 ha un'azienda tutta sua, inizialmente specializzata nella produzione di oggetti con la murrina “millefiori”. Imperio Rossi del suo lavoro dice: “Mi capita spesso di non veder l’ora di tradurre un disegno in un’opera.

Una voglia irrefrenabile di dare concretezza a ciò che immagino. Sono innamorato del mio mestiere, perché mi offre la possibilità di dare forma e sostanza a qualcosa che nasce dentro di me”. Le sue opere sono esposte in collezioni pubbliche e private a New York, Madrid, Vienna, Tokyo.

SOFFIATURA


La soffiatura del vetro, le cui origini vengono collocate tra il I secolo a.C. e il I d.C. In Siria, è una tecnica di lavorazione che ha rivoluzionato la produzione vetraria rendendola molto più veloce.

Si tratta della tecnica che può essere definita “classica” per ciò che riguarda la creazione di oggetti cavi. Può essere a bocca o stampo.

Nel primo caso il maestro, aiutato dai suoi assistenti, modella l'oggetto soffiando attraverso un lungo tubo metallico, la cosiddetta canna da soffio, forato nel senso della lunghezza.

 

Il vetro, prelevato dal centro del forno, viene soffiato e poi modellato con l'utilizzo di una borsella, una pinza di forme e dimensioni diverse a seconda del risultato che si vuole ottenere.

La borsella, infatti, può essere utilizzata per pizzicare l'oggetto, per strozzarlo, per depurarlo dalle imperfezioni, per aprirlo o per dargli una forma precisa. La canna durante il lavoro viene continuamente fatta roteare, in questo modo, infatti, la forza di gravità non può deformare il vetro ancora morbido.

 

La soffiatura a stampo, invece, consiste nella soffiatura del vetro in uno stampo che, a Murano, è di legno di pero. Può essere costituito da due o tre parti incernierate, utilizzato per dare la forma all'oggetto, o da un unico pezzo troncoconico, solitamente in bronzo e ottone, utilizzato per imprimere all'oggetto uno specifico motivo decorativo.


VETRO “MURRINO” O MOSAICO A CALDO

 

Il mosaico caldo si basa sull'utilizzo della canna vitrea. Questa viene prodotta, solo in alcune fornaci, a seguito di una particolarissima lavorazione. Il maestro preleva, con il ferro da canna, una massa cilindrica di vetro, o “paston”, su cui fonde un secondo quantitativo, minore, la “conzaura” attaccato ad un ferro corto. Lascia, poi, uno dei due ferri nelle mani di un suo assistente e iniziano a camminare in direzioni opposte, depositando il lungo serpente di vetro, che si raffredda velocemente, su delle assi di legno grezzo, collocate sul pavimento.

La regolarità della canna dipende dalla bravura del maestro. Una tipologia particolare di queste canne è quella chiamata millefiori. Si tratta di una canna forata o piena che presenta al suo interno degli strati di vetro di vario colore, concentrici, che, visti in sezione, formano un caratteristico motivo a stella o a fiore lobato.

 

La sua produzione si basa sull'utilizzo di stampi aperti che creano di volta in volta la sagoma a stella o a fiore a ciascun strato di diverso colore. Le canne vengono, poi, tagliate in sezioni e accostate su di un piano orizzontale, metallico e cosparso di fango di barena (curiosamente il fango di barena filtrato è il solo materiale che isola completamente il vetro dalla lastra metallica). Il materiale viene poi cotto all'interno di specifici forni e da qui prelevato mediante la canna da soffio.

 

È questa iniziale composizione a determinare la forma e le dimensioni del vaso, a seconda che si tratti di canne di vetro, di lastre geometriche, di filigrana o di avventurina, e a far sì che ogni prodotto sia assolutamente diverso da un altro.

 

Una volta prelevato dal forno della vetrofusione il materiale, viene raccolto attorno ad un bolo incandescente per poi essere lavorato con le pinze e soffiato fino ad ottenere l'oggetto definitivo.


Progetto sviluppato con il
supporto della Camera
di Commercio di Venezia

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