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MAMEZARA GREEN by ERCOLE MORETTI

COD: 003/MAME/4/G

MAMEZARA GREEN
by ERCOLE MORETTI
Piatto quadrato con murrine verdi e spirale bianca e nera centrale.
Kaori Shiina for Ercole Moretti.

Marchio di origine

n. 003

Lievi differenze sul colore sono tipiche di una lavorazione artigianale e ne costituiscono un pregio
Disponibilità: spedizione in 2/3 settimane
Dimensioni: lunghezza 10 cm
Peso: 300 g
€ 77,00
O

MAMEZARA GREEN

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La collezione nasce per il progetto "J+I 6 Japanese Designers Collaborate With Italian Artisans" all'interno dell'evento Fuorisalone Sarpi Bridge-Oriental Design Week, tenutosi a Milano. Sei donne designers giapponesi hanno immaginato il vetro, lo hanno tradotto in un progetto e si sono confrontate con i maestri vetrai, dando vita ad una serie di prodotti senza precedenti.

Mamezara è una collezione di otto piattini (Mame-zara in Giapponese significa letteralmente "Piatto per Fagioli), suddivisi in serie di tre e cinque secondo le usanze giapponesi, pensate da Koari Shiina e realizzate dalla Ercole Moretti.

La prima serie si compone di tre piatti quadrati composte da murrine monocrome blu, grigie e verdi, ben visibili, che culminano in una spirale centrale bianca e nera: una spirale mitologica da cui tutto ha origine e in cui tutto finisce.

La meraviglia delle designers di fronte alle potenzialità del vetro sarà la meraviglia di ciascuno di fronte alla materializzazione dei loro progetti! KAORI SHIINA - DESIGNER
Kaori Shiina, che ha progettato la serie, dopo la laurea in Arte e Letteratura all'università SEIJO, si diploma all’Istituto di design TOKYO DESIGNER GAGUIN. Dal 1987 collabora con lo Studio De Pas D'Urbino Lomazzi. Nel 2005 inizia l'attività in proprio aprendo uno studio in cui si sviluppa attività nel campo del design, dei progetti d'interni, in Italia e in Giappone. Nel 2012 inizia la collaborazione con Riccardo Nardi fondando “Shiina + Nardi Design. Ha collaborato con aziende come Bonaldo, CISA Ceramiche (Gruppo Richetti), Fiam, Fasem, Tonelli, Legnomagia, Cleanap, Panasonic Italy, Sekisui Heim, ristorante KUSHI (Milano), ristorante KENTARO ( Pesaro).

ERCOLE MORETTI & F.lli snc


Ercole Moretti fonda la sua Società nel 1911. Il suo primo, famosissimo, capolavoro è stata la perla chiamata “Rosetta” alla quale è seguita la  cosiddetta “Millefiori”.

La Ercole Moretti ha sempre prediletto la lavorazione a murrina, senza, tuttavia, trascurare altre lavorazioni legate al mondo delle perle: oggi come allora vengono prodotte le perle molate, le perle sommerso, quelle con l'avventurina, le imitazioni di pietre dure.

Frutto della creatività della famiglia Moretti due innovazioni che hanno segnato la storia del vetro di Murano: la prima è stata l'utilizzazione del tubicino di rame al posto del ferro ricoperto di argilla per la costruzione delle perle a lume. La seconda, del 1968, è quella dell'utilizzo di una fettuccina di rame, per creare un cerchio entro cui posizionare una composizione di frammenti di canna murrina. Questa composizione, fusa, molata e lucidata, dava vita ad un disco compatto e assolutamente regolare: nascevano le Murrine.

Dagli anni Novanta accanto ai gioielli da donna, è stata creata una linea di complementi di arredo: si tratta di favolosi piatti di murrine di ispirazione antica.

VETRO “MURRINO” O MOSAICO A CALDO

 

Il mosaico caldo si basa sull'utilizzo della canna vitrea. Questa viene prodotta, solo in alcune fornaci, a seguito di una particolarissima lavorazione. Il maestro preleva, con il ferro da canna, una massa cilindrica di vetro, o “paston”, su cui fonde un secondo quantitativo, minore, la “conzaura” attaccato ad un ferro corto. Lascia, poi, uno dei due ferri nelle mani di un suo assistente e iniziano a camminare in direzioni opposte, depositando il lungo serpente di vetro, che si raffredda velocemente, su delle assi di legno grezzo, collocate sul pavimento.

La regolarità della canna dipende dalla bravura del maestro. Una tipologia particolare di queste canne è quella chiamata millefiori. Si tratta di una canna forata o piena che presenta al suo interno degli strati di vetro di vario colore, concentrici, che, visti in sezione, formano un caratteristico motivo a stella o a fiore lobato.

 

La sua produzione si basa sull'utilizzo di stampi aperti che creano di volta in volta la sagoma a stella o a fiore a ciascun strato di diverso colore. Le canne vengono, poi, tagliate in sezioni e accostate su di un piano orizzontale, metallico e cosparso di fango di barena (curiosamente il fango di barena filtrato è il solo materiale che isola completamente il vetro dalla lastra metallica). Il materiale viene poi cotto all'interno di specifici forni e da qui prelevato mediante la canna da soffio.

 

È questa iniziale composizione a determinare la forma e le dimensioni del vaso, a seconda che si tratti di canne di vetro, di lastre geometriche, di filigrana o di avventurina, e a far sì che ogni prodotto sia assolutamente diverso da un altro.

 

Una volta prelevato dal forno della vetrofusione il materiale, viene raccolto attorno ad un bolo incandescente per poi essere lavorato con le pinze e soffiato fino ad ottenere l'oggetto definitivo.


Progetto sviluppato con il
supporto della Camera
di Commercio di Venezia

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